giovedì 15 ottobre 2015

È colpa di Maria Isabel

Anche se oggi non si va a scuola, Maria Isabel non vuole alzarsi dal letto.
La mamma perde lo zen, questa è una giornata importante, bisogna vestirsi bene, pettinarsi bene e soprattutto essere puntuali.
È una lotta. Maria contro la calzamaglia, Maria contro la gonna, Maria contro la spazzola, Maria contro la tazza di cereali. Gli strilli di Maria contro quelli di sua mamma a cui si aggiungono quelli del papà. Ascensore, garage, tutti in macchina diretti al centro di collocamento. Dopo pochi minuti torna il silenzio, ma il nervosismo non si placa. Sbagliano strada, non trovano parcheggio e quando lo trovano Maria ammacca la portiera contro un muretto. 
- Maria Isabel!
- Hai parcheggiato troppo vicino.
- Potevi scendere dall'altra parte!
- Hai preso le fototessere?
- Le fototessere? Va beh, non saremo mica gli unici, saranno attrezzati per quelli come noi.
Infatti, all’ingresso del palazzo ci sono due cabine per le foto.
- Hai moneta?
- No.
- Non dà resto.
- Va beh, metti 5 e andiamo. Sono le nove e un quarto adesso.
- È venuta male.
- Non importa, andiamo.
Seguono le frecce attraverso l’atrio del palazzo, arrivano in una sala piena di famiglie, i bambini piangono come se fossero in attesa della temutissima vaccinazione, i genitori sono tesi. 
- Hanno chiamato “Peña”? - Chiedono a una mamma.
- No, ma le bambine femmine sono in un’altra sala.
Si affrettano in formazione a triangolo: mamma e papà sulle fasce, Maria al centro tirata per le braccia.
- Pena?
Sulla porta una donna in tailleur si guarda in giro e li riconosce subito, quelli che arrivano di corsa, il padre che alza il braccio in segno di “ci siamo” e la madre che sistema la camicia alla bambina.
- Peña, è spagnolo, siamo noi.

buongiorno27

Il colloquio di pre-inserimento alle professioni si fa all’età di 12 anni. Serve a ottimizzare i posti di lavoro, a essere certi che quando il giovane sarà adulto, un adulto sarà pensionato, che non ci siano posti vacanti o troppo richiesti. La riforma a lungo termine ha spaccato l’opinione pubblica, i sondaggi davano solo il 2% favorevole, ma manifestare il proprio dissenso significava perdere il proprio posto, così a legge approvata quel 2% diventò quello dei contrari, martiri giunti all’età della pensione che sacrificarono la propria festa di pensionamento per le generazioni future.

Maria si siede con le mani infilate sotto le ginocchia. Dondola le gambe. Si guarda intorno e cerca con gli occhi i genitori che però stanno sorridendo non ricambiati alla donna in tailleur. A un certo punto a Maria viene da ridere, ma poi, come se una voce le stesse ricordando che non si fa, smette. E allora, a testa china, si accorge di essere osservata. Da destra, da sinistra e da di fronte. Soprattuto da di fronte, da quella donna pallida che assomiglia alla cuoca della colonia, quella che la costringeva a mangiare le carote bollite e le riempiva nuovamente il piatto quando le aveva finite.

- Maria cosa vuoi fare da grande?
Maria guarda la mamma, il papà, tace.
- Che lavoro vuoi fare quando sarai grande?
Un’alzata di spalle. Lei non lo sa.
- Queste sono le due fotografie formato tessera richieste. Vanno bene?
Il padre appoggia le foto sulla scrivania, poi le allunga verso la donna che le lascia lì.
- Maria Isabel vuoi rispondere alla signora? Non volevi fare la ceramista come quella del film dell’altra sera? Oppure la scrittrice come ti dice la maestra?
La voce dolce della mamma la scioglie. Si porta i capelli lisci e neri dietro le orecchie.
- Voglio aggiustare le macchine.
- Ma cosa dici?
- Voglio fare il meccanico e scambiare le gomme.
La donna in tailleur batte la risposta al computer.
- Ma no signora, aspetti, non voleva dirlo sul serio. E gli animali? Non ti piacevano gli animali?
- Oppure l’ingegnere come il papà!
- La ballerina, ci sono posti per ballerine no?
- La giornalista.
- La maestra.
- Il professore.
- Signori, state calmi. Dobbiamo considerare valida la prima risposta, tanto più che la richiesta è già stata inoltrata. Se volete cambiare risposta dovete compilare il modulo, pagare il bollettino online più il bollo di imposta e prenotare un nuovo appuntamento per un colloquio motivazionale. La prima risposta è quella che conta.
- Ma è un lavoro da uomini!
Maria tira un pugno sulla spalla della mamma, mette il broncio e gli occhi le si riempiono di lacrime.
- Hai ragione ad arrabbiarti, Maria. Anche io da piccola volevo giocare a basket, ma mi dissero che ero troppo bassa. Oggi, grazie al centro di pre-inserimento, avrei potuto essere ascoltata. Avrei iniziato a frequentare corsi, ad allenarmi e sarei diventata una giocatrice professionista. Vostra figlia è fortunata.

I Peña camminano in silenzio verso la macchina.
Sulla strada del ritorno Maria Isabel chiede se sono arrabbiati.
- No Maria, non siamo arrabbiati. Ma quand'è che ti è venuta questa idea del meccanico?
- Prima. Così da grande posso aggiustare la portiera.