venerdì 23 gennaio 2015

Il Barbocchiale

Ti viene da dargli del tu. Giovane, con una bella barba scura, lunga ma non foltissima, occhiali dalla montatura nera e spessa e quella borsa a tracolla di cuoio con inserti celesti. Scarpe lucide, calzini a righe e ovviamente cuffie vistose bianche, ma che non lasciano trapelare nulla dei suoi gusti musicali. Sotto questo hipster sui generis, soprattutto per la stazza che non è asciutta come quella degli altri della sua specie, potrebbe nascondersi un metallaro, un jazzaholic, un rapper. Purtroppo radiografare la sua tracklist non è dato, ma facciamo che ascolti soprattutto classica. Mentre il barbiere di Siviglia lo accompagna oltre via Meravigli, l'orsacchiottone pacioccone legge un libro di storia moderna. Roba seria, ma comunque la voglia di andare lì e dirgli ehi ciao come ti chiami è forte. 

Una volta una ci ha provato, non nel senso fisicoaffettivo, ma nel senso che ha provato a dirgli ehi ciao. Soltanto che lui ha frainteso e ha capito che ci stava provando nell'altro senso. Quindi è diventato tutto rosso, non ha detto niente e con una coordinazione perfetta è riuscito nello stesso istante ad alzare la mano in segno di timido saluto, alzare il volume della musica e scendere dal tram.
SOOOOONO IL FACTOOTUM DEEEELLA CITTÀÀÀÀ! gli urla Figaro nelle orecchie. E non sente lo scampanellio di una bici che imprudente e sfacciata gli sfreccia addosso.
I due sono a terra, in un miscuglio di raggi, pedali, fili delle cuffie, tracolle delle borse e sguardi imbarazzati. Lui la guarda bene e la riconosce:
<<Ehi ciao ma di solito non prendi il tram?>>
Lei si fa rossa, non dice niente, e rialzata la bici si allontana pedalando come una matta.

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